La Valutazione dello stress lavoro-correlato: dalla normativa ai benefici per le imprese

Che cos’è lo stress lavoro-correlato?

Lo stress lavoro-correlato è una risposta psicofisica che si può riscontrare nei lavoratori quando le richieste del lavoro eccedono le loro risorse e capacità o si scontrano eccessivamente coi loro bisogni personali. La ricerca ha rilevato che alcune caratteristiche del lavoro sono causa di un significativo “strain”, ovvero l’esito negativo dello stress, in tutti i lavoratori, sebbene in misura diversa (NIOSH, 1999).

Quali sono i riferimenti normativi sullo stress lavoro-correlato?

Dal 31/12/2010, tutte le organizzazioni italiane, pubbliche e private, devono aggiornare il Documento Valutazione dei Rischi inserendo anche i dati emersi dalla valutazione del rischio stress lavoro-correlato, alla stregua degli altri rischi “tradizionali”, così come afferma l’art. 28 del T.U. D.lgs. 81/08.

Assolvere agli obblighi normativi previsti dalla normativa vigente non permette soltanto di evitare le sanzioni a carico del datore di lavoro, ma anche di creare un valore aggiunto per l’organizzazione, consentendo di:

  • ridurre i potenziali fattori di rischio causa di esaurimento psicofisico;
  • aumentare i livelli motivazionali dei lavoratori;
  • migliorare in maniera concreta ed evidente l’efficienza organizzativa.

L’Accordo Quadro Europeo riguardo lo stress sul lavoro (2004), ha definito lo stress come un fenomeno di carattere trasversale a tutti i settori e gli ambienti di lavoro, al di là delle dimensioni organizzative e del tipo di attività che si svolgono al suo interno, coinvolgendo lavoratori e datori di lavoro, in quanto influisce sulla salute psicofisica e sociale dei primi e, conseguentemente, sugli interessi economici dei secondi. Diverse evidenze scientifiche mostrano, infatti, come lo stress lavoro-correlato e i problemi di natura psicosociale in genere, influiscano sull’aumento dei tassi di infortuni, di assenteismo e del turnover dei dipendenti, oltre che sulla diminuzione della produttività e della performance organizzativa (EU-OSHA, 2014).

Ai fini di ottemperare gli obblighi di legge, come disposto all’art. 6 comma 8 e all’art. 28 comma 1-bis del Testo Unico, la Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro è stata incaricata di sviluppare le indicazioni per la valutazione dello stress lavoro-correlato che le aziende devono seguire. Nel novembre 2010 essa ha approvato tali indicazioni rendendo così la valutazione del rischio stress obbligatoria dal gennaio 2011. Tali indicazioni guidano l’attuazione del livello minimo dell’obbligo di legge, non precludendo però la possibilità per le aziende di realizzare un percorso più complesso e costruito ad hoc per le specifiche caratteristiche e necessità aziendali del caso (Inail, 2011).

Come si articola la metodologia di valutazione del rischio stress?

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato riguarda tutti i lavoratori aziendali, compresi dirigenti e preposti ma, come precisato nelle indicazioni, prende in considerazione non singoli individui ma gruppi omogenei di lavoratori. La formazione di tali gruppi omogenei è quindi propedeutica alla valutazione. Essi devono essere individuati e formati in base alle mansioni o alle partizioni organizzative (es. unità organizzative, divisioni, reparti, eccetera) e includere lavoratori esposti a rischi dello stesso tipo. Un apporto importante fornito nella metodologia per la valutazione sviluppata da Inail è invece l’istituzione di una vera e propria fase propedeutica che precede la valutazione, a cui è dedicata molta più attenzione rispetto alle Indicazioni della Commissione, in cui essa corrispondeva in definitiva a una sola attività, ovvero la costituzione dei gruppi omogenei. Nel manuale Inail (2011) si fa riferimento infatti a una fase propedeutica, utile a informare e coinvolgere l’intera popolazione organizzativa e a impegnarla nel processo di valutazione, sottolineandone l’importanza per il benessere personale e organizzativo.

L’iter della valutazione descritto nelle indicazioni si articola in due fasi: una necessaria (valutazione preliminare) e una eventuale (valutazione approfondita) da attuare nel caso in cui la valutazione preliminare abbia rilevato elementi di rischio stress lavoro-correlato e le misure di contrasto allo stress adottate dal datore di lavoro si rivelino inefficaci.

La valutazione preliminare ha il fine di rilevare la presenza di fattori organizzativi stressanti e in tal caso successivamente guidare la pianificazione e l’attuazione degli interventi opportuni. Essa consiste nella rilevazione di tre tipi di indicatori definiti “oggettivi” che, ove possibile, possano essere espressi numericamente:

  • Eventi sentinella, o indicatori oggettivi aziendali, ovvero dati organizzativi numericamente apprezzabili utilizzati come “termometro” di una possibile condizione di stress da lavoro-correlato in merito per esempio al tasso di infortuni, alle assenze per malattia, alle segnalazioni del medico competente e al turnover. Sono dati presenti negli archivi aziendali, solitamente negli uffici risorse umane, che possono fornire una prima fotografia degli effetti negativi dello stress sui dipendenti e sull’organizzazione, ovviamente non esaustiva;
  • Fattori di contenuto del lavoro, con i quali qui si intendono ambiente di lavoro e strumenti utilizzati, carico e ritmo di lavoro, orario di lavoro, possibili turni, corrispondenza tra le richieste del lavoro e le capacità del lavoratore che ricopre la mansione;
  • Fattori di contesto del lavoro, come ruolo organizzativo, grado di controllo e autonomia sul proprio lavoro, rapporti interpersonali, possibilità di carriera e qualità della comunicazione.

La rilevazione degli indicatori oggettivi, secondo le indicazioni, deve avvenire attraverso la compilazione di liste di controllo (check list).

Se dai dati emersi dalla valutazione preliminare non si evince la presenza di rischio stress lavoro-correlato allora secondo le direttive normative il datore di lavoro ha semplicemente l’obbligo di documentare la valutazione all’interno del documento di valutazione dei rischi (DVR) e prevedere un piano di monitoraggio. Nel caso in cui invece si rilevi una situazione di rischio da stress lavoro-correlato è obbligatorio pianificare e attuare le misure preventive o correttive opportune. Esse possono consistere in cambiamenti nelle modalità di svolgimento del lavoro, in cambiamenti comunicativi o tecnologici, in interventi informativi e formativi per i dipendenti. In seguito alla realizzazione degli interventi si procede nei tempi pianificati dall’impresa alla valutazione dell’efficacia degli stessi, anche attraverso la ricompilazione delle check list. Nel caso in cui le misure attuate si rivelino inefficaci si procede alla valutazione approfondita.

La valutazione approfondita riguarda l’esame delle percezioni soggettive dei lavoratori in merito agli stessi indicatori sopracitati (fattori di contenuto e fattori di contesto). Possono essere utilizzati questionari, interviste semi-strutturate e/o focus group. Come specificato nelle indicazioni della Commissione Consultiva, la fase di valutazione approfondita riguarda solo i lavoratori che fanno parte dei gruppi omogenei interessati dal rischio di stress.

L’Inail (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro), come già accennato, nel rispetto delle indicazioni minime della Commissione Consultiva, ha proposto una guida metodologica per la valutazione dello stress, ha elaborato e fornito alle aziende gli strumenti concreti per adempiere alla valutazione dello stress, adattabili a tutti i tipi di impresa, e ha permesso la condivisione di buone pratiche per le figure organizzative che si occupano della prevenzione. Il percorso metodologico è stato definito sulla base del modello dei “Management Standard” elaborato nel Regno Unito dall’Health and Safety Executive (HSE).

Quali benefici possono trarne le imprese?

L’efficace implementazione di misure preventive e correttive per il miglioramento dell’ambiente lavorativo in relazione a tali rischi, ha un effettivo impatto sui costi.

Alcuni studi hanno già evidenziato la correlazione tra gli interventi e il miglioramento della produttività dei dipendenti e quindi della performance organizzativa. Una revisione dell’EU-OSHA (2014) fornisce alcuni risultati di ricerca sull’ efficacia degli interventi organizzativi sui rischi psicosociali e sul loro R.O.I. Secondo il report Matrix del 2013, per ogni euro speso in interventi di promozione/prevenzione (es. miglioramento degli ambienti di lavoro, gestione dello stress e aiuto psicologico) corrisponde un guadagno annuale stimato fino a € 13,62. Secondo una ricerca italiana del laboratorio Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) lo stress lavoro-correlato colpisce un lavoratore su quattro in Italia e dagli interventi organizzativi contro lo stress lavoro-correlato sarebbero recuperabili 30 milioni di giornate di lavoro perse per malattia, che tradotto in costi economici corrispondono a una stima di 3 miliardi di euro annui.

Autrice: Virginia Pepe, Dottoressa in Psicologia applicata ai contesti del Lavoro presso l’Università Sapienza di Roma, con una tesi dal titolo “Stress lavoro-correlato e indicatori aziendali oggettivi”.
Da Marzo 2017, svolge attività di tirocinio post-lauream in psicologia Improve your Skills.

Bibliografia:

Accordo interconfederale per il recepimento dell’Accordo Quadro Europeo sullo stress lavoro-correlato concluso l’8 ottobre 2004, (2008). https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-valutazione-gestione-rischio-stress-lavoro-correlato-ita.pdf

EU-OSHA, (2014). Calculating the cost of work-related stress and psychosocial risks. European Risk Observatory, Literature rewiev.

https://osha.europa.eu/en/publications/literature_reviews/calculating-the-cost-of-work-related-stress-and-psychosocial-risks/view

Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO) http://www.fiaso.it/

Inail, (2011). Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato. Manuale ad uso delle aziende in attuazione del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-valutazione-gestione-rischio-stress-lavoro-correlato-ita.pdf

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Autore dell'articolo: improve

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